Delirium post-operatorio nell’anziano: sintomi, cause e prevenzione

Il delirium post-operatorio è una condizione di confusione mentale acuta che può comparire dopo un intervento chirurgico. È più frequente nelle persone anziane, ma non riguarda soltanto loro e non deve essere confuso con la demenza.

Ne abbiamo parlato con il dottor Riccardo Franci-Montorzi, geriatra formatosi a Firenze, che ha scelto questa specializzazione nella consapevolezza di come la nostra società stia rapidamente invecchiando, e di come non si possa ignorare una fetta così importante della nostra popolazione, come spesso purtroppo accade.

Cos’è il delirium post-operatorio

Il delirium è una risposta dell’organismo ad uno stress, come un intervento chirurgico, un ricovero, il dolore, alcuni farmaci o all’uscita dal proprio ambiente familiare. Si manifesta con un’alterazione acuta dello stato mentale e dell’attenzione. La persona può apparire disorientata, confusa, avere difficoltà a concentrarsi oppure a riconoscere luoghi e persone familiari. “Non riguarda solo chi ha già problemi cognitivi – spiega il dottor Franci-Montorzi – ma si manifesta più facilmente nelle persone fragili e negli anziani”.

Quanto è frequente negli anziani

La frequenza varia in base all’età, alle condizioni cliniche del paziente e al tipo di intervento chirurgico. Nei pazienti anziani il rischio aumenta sensibilmente, soprattutto in presenza di fragilità, deficit cognitivi o patologie croniche. In generale, il delirium post-operatorio interessa circa 1 paziente anziano su 5, ma in alcuni contesti, ad esempio dopo interventi ortopedici maggiori, può arrivare a interessare anche 1 paziente su 3. Anche persone che non hanno mai avuto disturbi cognitivi possono sviluppare un episodio di delirium post-operatorio.

I sintomi da riconoscere

Il sintomo principale è un disorientamento improvviso, spesso accompagnato da difficoltà a mantenere l’attenzione. Il paziente può non capire dove si trova, che giorno sia o chi abbia davanti. In alcuni casi possono comparire agitazione e irrequietezza, allucinazioni, difficoltà a parlare o a seguire un discorso; in altri prevalgono invece forte sonnolenza, rallentamento e ridotta partecipazione a ciò che accade intorno.

Esistono due forme principali di delirium:

  • Delirium ipercinetico: è la forma più evidente e facilmente riconoscibile. La persona è agitata, può parlare in modo confuso, avere allucinazioni oppure tentare di alzarsi continuamente dal letto.
  • Delirium ipocinetico: è la forma più difficile da riconoscere. Il paziente appare molto stanco, rallentato, poco reattivo o come “assente”. Proprio perché meno evidente, rischia più facilmente di passare inosservata.

Perché gli anziani sono più vulnerabili

Con l’età l’equilibrio fisico e cognitivo diventa più fragile, e l’organismo può rispondere con maggiore difficoltà a situazioni di stress. Anche fattori apparentemente semplici, come la perdita di sonno, il dolore, un ambiente sconosciuto, un’infezione o alcuni farmaci sedativi, possono favorire la comparsa del delirium. Tra i principali fattori di rischio ci sono l’età avanzata, la fragilità generale, la presenza di disturbi cognitivi preesistenti, la disidratazione, la stipsi e le infezioni (come quelle delle vie urinarie).

Delirium e demenza: attenzione a non confonderli

Uno degli errori più comuni è pensare che il delirium sia un sinonimo di demenza. In realtà si tratta di due condizioni diverse. Il delirium è una condizione acuta, che compare rapidamente nell’arco di ore o giorni e, nella maggior parte dei casi, è reversibile. Può risolversi in pochi giorni, anche se talvolta i sintomi possono durare più a lungo. La demenza, invece, è una condizione cronica, generalmente progressiva, che evolve nel tempo. Tuttavia, un episodio di delirium può portare alla luce una fragilità cognitiva già presente ma non ancora riconosciuta o diagnosticata.

Si può prevenire?

In molti casi sì. La prevenzione del delirium post-operatorio passa soprattutto dall’attenzione alla persona anziana e dalla riduzione dei fattori di stress che possono favorirne la comparsa. Anche strategie semplici possono essere molto utili, ad esempio:

  • mantenere un ambiente il più possibile familiare;
  • portare in ospedale occhiali, apparecchio acustico o altri ausili abitualmente utilizzati;
  • favorire, quando possibile, la presenza dei familiari o di persone di riferimento;
  • controllare adeguatamente il dolore;
  • eivtare la stipsi monitorando l’alvo.
  • garantire una buona idratazione e favorire il sonno e il normale ritmo sonno-veglia.

“La prevenzione del delirium nell’anziano è uno degli aspetti che meglio misurano la qualità delle cure”, sottolinea il geriatra.

Il ruolo dei familiari

I familiari hanno un ruolo fondamentale. Di fronte a una persona improvvisamente confusa o agitata è importante mantenere la calma, parlare con tono rassicurante, evitare di contraddirla bruscamente e aiutarla a sentirsi al sicuro e orientata. La presenza di un volto familiare, una voce conosciuta e un atteggiamento accogliente possono contribuire concretamente alla gestione del delirium.

Perché riconoscerlo subito è importante

Individuare il delirium nelle fasi iniziali permette spesso di intervenire rapidamente e di ridurne la durata. Non sempre è necessario ricorrere ai farmaci: in molti casi sono soprattutto il riorientamento del paziente, la riduzione dei fattori di stress e un ambiente tranquillo e rassicurante a fare la differenza.

Il messaggio finale è chiaro: il delirium post-operatorio non va sottovalutato, ma neppure vissuto come una condizione irreversibile. Riconoscerlo precocemente e gestirlo con attenzione può migliorare in modo significativo il recupero e il benessere della persona anziana dopo l’intervento.

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