Benedetta Valli e Cristiana Tenti raccontano i due filoni di ricerca sviluppati in collaborazione con l’Università di Siena: dall’analisi delle immagini delle ferite chirurgiche al supporto al ragionamento clinico.
L’Intelligenza Artificiale può rappresentare una risorsa importante per il futuro della medicina, ma come integrarla nella pratica sanitaria in modo sicuro e responsabile? E quali sono gli ambiti nei quali può offrire un contributo concreto al lavoro dei professionisti?
A queste domande rispondono la dott.ssa Benedetta Valli, Direttrice Sanitaria del Centro Chirurgico Toscano, e l’ing. Cristiana Tenti, Responsabile dei Processi Digitali, in due interviste dedicate ai progetti di ricerca sull’Intelligenza Artificiale che hanno portato la struttura a essere inserita nel volume “Umanesimo Tecnologico. Le eccellenze italiane nell’Intelligenza Artificiale”, il volume realizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e curato scientificamente da AIRI – Associazione Italiana per la Ricerca Industriale..
Due sono le principali direttrici di ricerca, entrambe sviluppate in collaborazione con l’Università degli Studi di Siena e con il gruppo del professor Antonio Rizzo.
La prima riguarda l’analisi delle immagini delle ferite chirurgiche e del loro processo di guarigione. L’obiettivo è studiare le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale nell’individuazione di elementi che potrebbero non essere immediatamente riconoscibili attraverso la sola osservazione umana. Un ambito nel quale assume particolare importanza anche il contributo del personale infermieristico, grazie all’esperienza maturata quotidianamente nell’assistenza ai pazienti.
Il secondo filone si concentra invece sul supporto al ragionamento clinico e al percorso diagnostico. In questo caso, l’Intelligenza Artificiale viene studiata come uno strumento in grado di aiutare il medico a organizzare il proprio ragionamento, anche attraverso l’accesso alle conoscenze disponibili nella letteratura scientifica internazionale.
Un aspetto fondamentale, sottolineato nel corso delle interviste, riguarda la necessità di sviluppare strumenti specificamente pensati per il contesto sanitario, evitando di considerare automaticamente affidabili le applicazioni generaliste dell’Intelligenza Artificiale.
I progetti si trovano attualmente nella fase di ricerca e non sono ancora applicati ai pazienti. È proprio attraverso lo studio, la sperimentazione e il confronto tra competenze cliniche e tecnologiche che sarà possibile valutarne le effettive potenzialità.
La collaborazione con l’Università di Siena rappresenta, in questo percorso, un elemento determinante: unisce l’esperienza quotidiana dei professionisti del Centro Chirurgico Toscano alle competenze della ricerca accademica.
Alla base di questo impegno rimane un principio preciso: l’Intelligenza Artificiale deve essere uno strumento al servizio del professionista sanitario, non un suo sostituto. Una tecnologia capace di affiancare medici e infermieri, valorizzandone le competenze e mantenendo sempre al centro la sicurezza e il benessere del paziente.
Nel video, le interviste a Benedetta Valli e Cristiana Tenti approfondiscono il significato e le prospettive di questo percorso di ricerca.