Riconoscere le differenze per offrire a ogni persona percorsi di diagnosi e cura sempre più appropriati. È questo uno dei principi alla base della Medicina di Genere, un approccio che considera l’influenza delle differenze biologiche legate al sesso e dei fattori socio-culturali legati al genere sullo stato di salute, sulla manifestazione delle patologie e sulla risposta ai trattamenti.
Un tema sempre più rilevante per la medicina contemporanea, che sarà al centro del Congresso AIDM Centro Italia “I sintomi silenziosi: parliamone in genere”, organizzato dall’Associazione Italiana Donne Medico in programma sabato 12 settembre 2026 al Palazzo della Fraternita dei Laici di Arezzo, e che vede come Direttore scientifico la Dott.ssa Marilena Gubbiotti.
Il Congresso partirà da un problema ancora presente in numerosi ambiti della medicina: quello dei cosiddetti “sintomi silenziosi”, manifestazioni che possono essere atipiche, sfumate oppure considerate erroneamente normali e che, proprio per questo, rischiano di essere sottovalutate.
Dolore cronico, affaticamento persistente, alterazioni del sonno, disturbi dell’umore, sintomi urinari e intestinali sono soltanto alcuni esempi. Non riconoscerne adeguatamente il significato può contribuire a ritardi diagnostici e terapeutici, con conseguenze sulla salute e sulla qualità della vita.
È proprio in questo ambito che la Medicina di Genere può offrire un contributo importante. Una stessa patologia, infatti, non necessariamente si manifesta nello stesso modo in tutte le persone.
La Medicina di Genere invita quindi a superare modelli standardizzati, considerando sia le variabili biologiche sia quelle socio-culturali che possono influenzare la salute, la percezione dei sintomi, l’accesso alle cure e l’aderenza alle terapie.
All’interno di questo scenario si inserisce la relazione della dott.ssa Benedetta Valli, Direttrice Sanitaria del Centro Chirurgico Toscano, dedicata al rapporto tra Intelligenza Artificiale dialogica, bias e gender gap nelle diagnosi.
In questo contributo, il tema dell’IA diventa parte di una riflessione più ampia sulla personalizzazione della medicina: riconoscere le differenze, invece di ignorarle, per arrivare a percorsi diagnostici e terapeutici sempre più appropriati per la singola persona.
Il Congresso AIDM riunirà ad Arezzo professionisti provenienti da differenti specialità con l’obiettivo di favorire un confronto multidisciplinare sulla Medicina di Genere e fornire strumenti utili a migliorare il riconoscimento precoce dei sintomi, la comunicazione medico-paziente e la personalizzazione dei percorsi di cura.
Un’occasione di aggiornamento scientifico, ma anche di riflessione su un concetto fondamentale: una medicina più equa non è una medicina che tratta necessariamente tutti nello stesso modo, ma una medicina capace di riconoscere le differenze quando queste hanno un significato per la salute.