Protesi di caviglia: quando è indicata e come sta cambiando la chirurgia ortopedica

Protesi di caviglia: intervista ai dottori Claudio Citti e Francesco Di Bisceglie

Per anni la protesi di caviglia è rimasta una soluzione poco diffusa rispetto a interventi più comuni come quelli di anca e ginocchio. Oggi, però, la situazione sta cambiando rapidamente.

Ne hanno parlato, in un’intervista a “Pianeta sanità”, i dottori Claudio Citti, Responsabile dell’Ortopedia del Centro Chirurgico Toscano, e Francesco Di Bisceglie, che opera presso la stessa struttura, specialista proprio nel settore della chirurgia del piede e della caviglia.

Perché la protesi di caviglia è arrivata più tardi

La caviglia è un’articolazione complessa, in cui entrano in gioco allineamento osseo, stabilità legamentosa ed equilibrio del piede. Proprio questa complessità ha rallentato lo sviluppo della chirurgia protesica rispetto ad altri distretti. Oggi, però, grazie ai progressi tecnologici e alla maggiore specializzazione, la chirurgia della caviglia sta vivendo una crescita significativa

Chi può aver bisogno di una protesi di caviglia

Come ha sottolineato il dottor Di Bisceglie, a differenza di anca e ginocchio, l’artrosi di caviglia è spesso legata a cause traumatiche o post-traumatiche, più che all’invecchiamento.

Tra le principali condizioni che possono portare all’intervento:

  • esiti di fratture o traumi importanti
  • distorsioni ripetute e instabilità cronica
  • lesioni legamentose non trattate
  • deformità del piede (piatto o cavo)
  • patologie congenite o reumatiche

Per questo motivo, la valutazione specialistica è fondamentale per individuare il trattamento più adatto.

Una chirurgia complessa che richiede precisione

Il dottor Citti ha precisato come la protesi di caviglia sia una protesi di rivestimento, ma spesso viene impiantata su articolazioni già alterate da traumi o deformità. Questo rende fondamentale:

  • il corretto allineamento
  • la stabilità dell’impianto
  • la precisione chirurgica

Un impianto ben posizionato può garantire ottimi risultati; al contrario, errori di allineamento possono compromettere la durata della protesi.

Quanto dura una protesi di caviglia

Le protesi di ultima generazione hanno migliorato notevolmente l’affidabilità. Oggi si parla di:

  • impianti con oltre 10 anni di follow-up
  • una durata media stimata tra 20 e 25 anni

Un dato sempre più vicino a quello delle protesi di ginocchio.

Recupero dopo l’intervento

Anche il recupero è oggi più rapido e strutturato rispetto al passato.

In generale si assiste a:

  • mobilizzazione precoce già nei primi giorni
  • uso delle stampelle per circa un mese
  • controllo radiografico dopo 30 giorni
  • avvio della fisioterapia mirata

La riabilitazione si concentra soprattutto sul recupero del passo e della funzionalità, più che sulla mobilizzazione forzata.

Il futuro: protesi di caviglia navigata

La prossima evoluzione è rappresentata dalla chirurgia navigata, che permetterà una pianificazione ancora più precisa. I vantaggi attesi sono:

  • uno studio preoperatorio più accurato
  • una maggiore precisione nei tagli ossei
  • un migliore allineamento dell’impianto
  • una potenziale riduzione dei tempi chirurgici

Un passo concreto verso la robotizzazione anche in questo ambito.

Divulgazione scientifica e formazione: perché contano così tanto

Come ha sottolineato il dott. Di Bisceglie, quando una branca cresce davvero, non cresce solo in sala operatoria. Cresce anche attraverso congressi, confronto tra specialisti, pubblicazioni scientifiche e formazione dei giovani. In quest’ottica si inserisce il progetto Coxapedis, nato per creare un format annuale dedicato alle patologie del piede e della caviglia, con particolare attenzione alla protesica di caviglia.

Il primo evento, svoltosi a gennaio 2026 presso il Centro Chirurgico Toscano,  ha riunito specialisti di alto livello, esponenti delle università toscane, ortopedici dedicati al piede e caviglia, professionisti della radiodiagnostica, fisioterapisti e specializzandi. Un approccio multidisciplinare autentico, non di facciata.

Un punto di riferimento per la chirurgia della caviglia

Anche questo fa capire come il Centro Chirurgico Toscano punti  a diventare sempre di più un riferimento per la protesi di caviglia nell’Italia centrale, grazie a una crescente casistica, importanti investimenti in tecnologia e a una corposa attività scientifica e di formazione .

Un percorso che riflette un cambiamento più ampio: la caviglia non è più una “articolazione dimenticata”, ma un ambito in forte evoluzione.

Per vedere la puntata completa di “Pianeta sanità”, clicca qui

 

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